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L. Pescador, 1995

 

 

 

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I TOMA/LOMA E LE LORO MASCHERE

 

a cura di Vittorio Carini

 

 

               

 

La medesima popolazione di agricoltori e cacciatori di ceppo Mande, una volta chiamata Buzi e oggi divisa politicamente in tre diversi Stati, abita con il nome Toma la parte forestale della Guinea orientale (Area di Macenta) e con il nome Loma la Liberia nord- occidentale (Lofa County) e la Sierra Leone sud- orientale.

 

I Toma/ Loma, stimati all’incirca in 150.000 individui, hanno adottato da tempi remoti, come molte altre popolazioni del Golfo di Guinea, l’associazione sacra maschile Poro che riveste un’importanza determinante in tutti gli aspetti sociali, politici e religiosi della loro vita quotidiana. è da sottolineare il fatto che proprio nella zona abitata dai Toma/Loma sembra abbia avuto origini la Poro nella sua forma più tradizionale, diffondendosi poi tra i Gbandi, i Kpelle, i Mano, i Senufo e molte altre genti. A questo riguardo è interessante rilevare che Andrea Alvares de Almada già descriveva nel suo “Tratado breve dos rios de Guiné do Cabo Verde”, in un’epoca anteriore al 1594, lo svolgimento del rito finale di una sessione della Poro.

 

Il cuore della Poro è il Bosco Sacro, nelle vicinanze di ogni villaggio, ma celato ad occhi indiscreti. Oltre agli iniziati e ai sacerdoti, a nessuno è permesso entrarvi né rivelare i segreti che custodisce. I “rabatteurs- charlies” di arte africana mancanti di scrupoli che vi penetravano, approfittando della stagione del raccolto che impegnava tutti gli uomini validi del villaggio, dopo il furto di maschere e oggetti sacri venivano inseguiti con accanimento. Segnalati dai tamburi lungo il loro passaggio in fuga attraverso i sentieri della foresta, una volta catturati, venivano trucidati senza alcuna pietà.

 

                   

 

Le maschere lignee di danza dei Toma/ Loma, strettamente legate alla Poro, che rivelano uno dei tratti più essenziali nella rigorosa geometria formale dei loro volumi, svolgono contemporaneamente un ruolo religioso e una funzione di controllo sociale.

Ne segnaliamo qui alcune tra le più rilevanti.

La maschera lignea, angbai o nyangbai, rappresenta una delle diverse incarnazioni dell’Essere Supremo, Afwi. Nella grande superficie orizzontale della faccia, senza alcun segno di bocca, si staglia la protuberanza del naso sormontato da una potente fronte aggettante da cui si ergono tre protuberanze a forma di corna. A volte, strisce di metallo ribattute da borchie si incrociano e ne ornano i piani. Il suo imponente costume è costituito da pelli di felino e di scimmia. La angbai accompagna abitualmente i giovani nel Bosco Sacro ed esclusivo della società Poro e in seguito, terminati i riti di iniziazione, li riporta al villaggio.

 

               

 

           

 

 

 

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