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L. Pescador, 1995

 

 

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I FANTI, LE COMPAGNIE E LE BANDIERE ASAFO

 

a cura di Federico Carmignani

 

               

 

Orientamento etno-geografico

 

Il Ghana, situato nella costa Occidentale dell’Africa, si affaccia sul golfo di Guinea, poco più a nord rispetto la linea dell’Equatore. Date le continue migrazioni, nel suo territorio coesistono diverse popolazioni. La popolazione più rilevante per numero, peso culturale e tradizioni più antiche è quella degli Akan, di lingua Twi, di cui fanno parte diversi gruppi,  i più importanti sono gli Ashanti, seguiti dai Fanti (o Fante).

I Fanti sono stanziati in prevalenza nelle zone costiere (foto 1), soprattutto nell’area che si estende approssimativamente dal centro cittadino di Senya Beraku, ad est della capitale Accra, sino a Shama, situata poco prima del centro portuale di Takoradi. Questo vasto territorio è storicamente diviso in “stati tradizionali” con regioni e centri abitati sottoposti all’autorità di un capo tradizionale, Paramount Chief o Omanhene (capo tribale superiore).

Tra le popolazioni Akan-Fanti la tradizione dell’organizzazione militare in gruppi denominati Asafo è antica di secoli. Asafo, in lingua Twi, è l’insieme di due parole: Sa che significa “guerra” e Fo che significa “gente”. I Fanti, a differenza degli Ashanti, non ebbero mai un potere unico centrale unificato e quindi ognuno di questi stati organizzò le proprie singole e differenti compagnie Asafo (foto 2, 3 e 4 ) per protezione ed esigenze militari.

Ancora oggi, ogni Asafo è guidata da un capo eletto a vita, Supì (foto 5), che significa “un vaso contenente acqua”, in pratica l’essenza stessa della Compagnia con i suoi sottoposti, Asafohene, al comando di altri sottogruppi. Vi figurano poi personaggi minori ma non meno importanti quali:  lo sbandieratore (frankaa-kittihin) (foto 6, 7, 8 e 9 ), il suonatore dei  tamburi sacri o gongs (kyerema), il tenutario delle bandiere (flag keeper o asinkanmbahin) e nei tempi antichi il boia (abrafo). E poi ancora, il Tufuhene, Sub-Chief (svolgente funzioni in caso di assenza del Chief), che funge da collegamento e coordinamento fra le attività delle Compagnie e il Chief (re) stesso. Anche le donne, con il termine di Asafoakyere (foto 10), possono assumere ruoli di comando pari a quelli maschili degli Asafohene.  

Ogni Compagnia è altresì coadiuvata da un consiglio di anziani (asafo-mpenyin) formato da sette elementi e denominato Beesuonfo (i sette grandi).  Per i Fanti il numero 7 ha tradizionalmente un ruolo simbolico.

All’interno di uno “stato tradizionale” militano una o diverse Compagnie, a seconda della vastità del territorio. Ad esempio, Anomabo, Asebu e Cape Cost posseggono 7 Compagnie Asafo (Asafo companies) (foto 11) , Komenda 5, Shama 4, Winneba 2.

 

                   

 

Le compagnie rappresentavano un forte potere all’interno della società Fanti anche in tempo di pace e per motivi di rivalità spesso entravano in  contrasto causando risse e disordini civili che erano fattore di grande turbamento sociale (foto 12).

Ogni Compagnia possiede un luogo sacro, “Posuban” (foto 13 e 14), rappresentante il potere e la sede dello spirito superiore, che funge anche da simbolica postazione militare. Senza indagare sulle complicate credenze animiste della cultura  Fanti con i loro numerosi Obosom (Dei), è utile ricordare che questo luogo, originariamente rappresentato da un albero circondato da una recinzione in legno o mattoni (foto 15), è anche la sede in cui sono custoditi gli emblemi rituali: le bandiere Asafo (frankaa), i coltelli sacrificali, i gongs (foto 16), i tamburi, gli  amuleti, e la caratteristica tromba di importazione coloniale. Ciascuno di questi elementi rappresenta un simbolo del valore e al tempo stesso un oggetto sacro.

I Posuban si sono poi sviluppati in vere e proprie costruzioni in cemento e mattoni che in molti centri hanno assunto dimensioni notevoli. Decorati con le forme rappresentative del valore delle compagnie (animali, figure mitologiche, cannoni, etc. Foto 17) possono essere considerati  delle vere e proprie opere d’arte.

Al Posuban sono legate molte delle attività della tradizione Asafo, dall’offerta di sacrifici animali alle invocazioni di protezione e potere, fino alle celebrazioni correlate al festival annuale delle varie compagnie.

 

                   

 

 

Cenni storici

 

Il comandante del vascello “Hannibal” appartenente alla Royal African Company, l’inglese Phillips Thomas, in visita nel 1694 al generale degli Akan, che aveva conquistato il forte danese di Christiansborg (Accra - Ghana), fornì la prima descrizione di una bandiera Akan in questi termini: ...“la bandiera che sventolava era bianca con  pitturato al centro un uomo nero con una scimitarra in mano”...

è innegabile che il dispiegare delle bandiere da parte degli inglesi, danesi, olandesi e portoghesi sui pennoni dei forti della “Costa d’Oro” destinati alla tratta degli schiavi abbia influenzato le popolazioni indigene che ne assimilarono e imitarono  l’uso. La litografia  nell’immagine n. 18 è storicamente uno dei primi esempi figurativi di un africano associato ad una bandiera (1820 W. Hutton, britannico, ufficiale pubblico della “African Company” con sede a Cape Coast -  Ghana).

Con il tempo, le bandiere, entrate ormai nella cultura e nelle tradizioni Fanti, si svilupparono come elementi autoctoni, con stilemi propri e caratteristiche funzionali ed artistiche ben precise.

Un altro esempio in Africa Occidentale che può essere associato alle “Asafo flags”, è quello dei drappi da cerimonia con figure applicate dell’etnia Fon (Rep. del Benin).

Le bandiere Asafo svolsero e tuttora svolgono una funzione sociale rilevante tramandando cultura e tradizioni, conservando la memoria di avvenimenti significativi della vita del villaggio, creando senso di identità, appartenenza, orgoglio di gruppo e stabilendo e regolando l’ordine e l’indirizzo delle singole società (foto 19, 20, 21 e 22).

Ogni compagnia, infatti, assume a simbolo della propria rappresentatività una o più bandiere che ne incarnano la spiritualità, riportando anche alla memoria i defunti appartenuti all'organizzazione. Solitamente, una Asafo Company commissiona una nuova bandiera in occasione della nomina di un nuovo Supì (capo). Vi sono anche altre motivazioni quali: l'instaurazione di Asafohene, la ricorrenza di un evento rilevante che aveva coinvolto il villaggio in passato, la donazione da parte di un membro agiato della Compagnia e la costruzione o lo sviluppo del "Posuban".

La sostituzione delle bandiere, inoltre, è sempre stato un fattore di stimolo alla produzione, dovuto originariamente al naturale deterioramento del materiale tessile che in condizioni climatiche difficili come quelle dell'area tropicale dell'attuale Ghana era piuttosto celere ma anche, in epoca più recente, al reperimento delle bandiere antiche a scopo di lucro da parte dei vari commercianti locali.

 

 

               

 

 

 

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